346 Forni-Forc. Scodavacca-Rif.Padova

"La più visibile, la più conosciuta, la più frequentata delle forcelle. Oltre a collegare due rifugi, Giaf-Padova, due paesi (Forni di Sopra-Domegge) e due sistemi dolomitici (Cridola-Monfalconi) questo enorme, geometrico valico dirime due sistemi idrografici (Piave-Tagliamento) e due aree alpine (Carnia-Cadore). Una enorme finestra circondata da incredibili pareti, torri, guglie e campanili."  (da: I monti dei Forni Savorgnani, di Alfio Anziutti “Timilin”, ed. Tamari, pag. 126)

SINTESI DEL PERCORSO: Rifugio Giaf 1400 m – Forcella Scodavacca o Giaf 2043 m – 
Rifugio Padova ( 1287 m) 
TEMPI DI PERCORRENZA: 3 ore complessive
Rifugio Giaf – Forcella Scodavacca: 2 ore
Forcella Scodavacca – Rifugio Padova: 1 ora

DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Dal Rifugio Giaf ci incamminiamo verso Nord-Ovest per il sentiero 346, ignorando le deviazioni a destra per l’Anello di Bianchi. Usciti dal bosco a quota 1650 circa, si continua in terreno più aperto potendo osservare meglio il fantastico scenario di pareti dolomitiche che ci attorniano, come a destra la rossa parete della Torre Spinotti e più avanti a sinistra la snella sagoma della Torre Berti. Le verticali pareti del Cridola e dei Monfalconi ci accompagnano incombenti per un lungo tratto.
Cuscinetto di rododendri
Oltrepassato un grande masso con tabelle segnavia (a sinistra sentiero dismesso per Las Busas) si sale su ghiaie e detriti per raggiungere in breve la forcella Scodavacca a quota 2043, enorme portone che mette in comunicazione la Carnia con il Cadore, e la valle del Tagliamento con quella del Piave. Segnalazioni per la Tacca del Cridola, da dove si può iniziare la scalata alla vetta del Cridola. Poco oltre sul versante cadorino una piccola sorgente perenne sgorga dalla parete nerastra a sinistra.
Forcella Scodavacca dal versante di Giaf
Si procede ora in discesa verso Ovest, nella Val Prà di Toro: un grosso macigno cento metri sotto la forcella può essere utilizzato da bivacco e da riferimento. Per un primo tratto si scende con moderata pendenza in un corridoio fra le rupi del Cridola e le frastagliate propaggini occidentali dei Monfalconi di Forni. Il sentiero si infila quindi fra i mughi e più rapidamente cala nella Val Prà di Toro fino ad incrociare il segnavia 342 proveniente dalla Val d’Arade. Si prosegue ancora per qualche centinaio di metri vicino al letto del torrente fino ad un bivio, e qui giunti si prende il ramo di sinistra che attraversa subito l’acqua per scendere nel bosco verso il vicino Prà di Toro ed il Rifugio Padova.

La casetta in Canadà? No, il Rifugio Padova!
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